AMEN – Religione e religiosita’ nell’ arte contemporanea
04/05/17 Blog

AMEN – Religione e religiosita’ nell’ arte contemporanea

L’Associazione Culturale Vincass Arte vi informa che si terrà a Gela presso l’Ex Chiesa di San Giovanni Battista, recentemente restaurata, una Mostra d’Arte Contemporanea dal titolo ” Amen, religine e religiosità nell’Arte Contemporanea ” a cura di Danilo Mendola.

 

Mostra d’Arte Contemporanea dal titolo “Amen, religione e religiosità nell’Arte Contemporanea” è stata organizzata dalle associazioni “Vincass Arte” e “Uncle Jack” a cura di Danilo Mendola. In mostra, nei locali della ex Chiesa di San Giovanni Battista a Gela, opere di artisti che provengono da diversi mondi culturali, che si interfacceranno con un tema molto sentito da sempre nella storia dell’arte. Tema centrale di questa mostra, sarà appunto la Religione che, secondo Platone, è la festa per antonomasia. Nella terra dove religione è Folklore, costume, ma soprattutto, richiamo alle antiche tradizioni, questo percorso espositivo invita il visitatore/osservatore, a concentrarsi sulle vibrazioni emozionali trasmesse dagli artisti per mezzo delle opere e a percepire il vero significato religioso, che non può e non deve soffermarsi all’immagine più consona del nostro modo di vedere ma, al senso più ampio che qualsiasi forma e/o nome ad essa viene attribuito.Molte sono le opere inedite che verranno esposte e, molti, sono i nomi degli artisti contemporanei che parteciperanno alla mostra quali Daniele Alonge, Angelo Barile, Giuseppe Brugioni, Momò Calascibetta, Roberto Collodoro, Lorenzo Ciulla, Leonardo Cumbo, Max Ferrigno, Sergio Fiorentino, Luigi Giocolano, Emanuele Giuffrida, Piero Guccione, Corrado Inturri, Giovanni Iudice, Sebastiano Parasiliti, Domenico Pellegrino, Fortunato Pepe, Michele Principato Trosso, Alice Valenti, Giuseppe Veneziano e Domenico Zora. L’evento sarà ospitato presso l’ex Chiesa di San Giovanni Battista, recentemente restaurata, vernissage Giovedì 6 Aprile alle ore 19. Dal 7 al 18 Aprile dalle ore 16 alle 20, la mattina aperto su appuntamento.

Maggiori info ai numeri in locandina

 

In mostra opere di artisti che provengono da diversi mondi culturali, che si interfacceranno con un tema molto sentito da sempre nella storia dell’arte.

AMEN Religione  e  Religiosità  nell’Arte Contemporanea:

E’ affascinante e curioso osservare, quante sono le immagini e i modi di percepire la “spiritualità” che appartengono all’immaginario collettivo e come le mani e il pensiero degli artisti ne rappresenti di volta in volta, soggettivamente i vari aspetti, della realtà. La religione è anche, soprattutto, in Sicilia Folkrore e costume, un misto tra riti, appunto, religiosi e pagani, della gente , che porta impressi nelle antiche tradizioni, che si tramandano oralmente, la fierezza della sofferenza, dell’ironia e della devozione in senso lato. La religione o meglio ancora le religioni, ormai vivono parallelamente alla normale vita sociale, soprattutto negli occhi e nelle gesta della gente umile, nelle rappresentazioni ad esse collegate. Per Platone la festa per antonomasia è quella religiosa, è il giorno del rapporto con la divinità. In una più ampia prospettiva antropologica, tratti comuni dei nostri comportamenti possono essere a volte ritrovati in culture geograficamente agli antipodi, che non hanno mai avuto contatti diretti tra loro. Nelle Pasqua cristiana si rinnovano annualmente le vicissitudini mitiche già esistente in quasi tutte le antiche civiltà nelle quali si narrava di una dea ( che i Romani chiamavano Cerere, i Babilonesi Ishatar, i Frigi Cibele, i Greci Demetra gli Egizi Iside) che piangeva la morte e assisteva alla rinascita di una divinità che era la personificazione della natura ed in particolare del grano. L’opposizione ricorrente è quella dell’estate e dell’infermo, dell’interminabile lotta fra il bene e il male che riprende a pieno titolo la lotta primitiva e solenne tra la vita e la morte. In questo percorso espositivo, il visitatore/osservatore, viene invitato a concentrarsi sulle vibrazioni emozionali trasmesse dagli artisti per mezzo delle opere e a percepire il vero significato religioso, che non può e non deve soffermarsi all’immagine più consona al nostro modo di vedere ma al senso più ampio che è l’Amore di Dio qualsiasi forma e o nome ad esso venga attribuito.

Per info e contatti : Mendola Danilo 3408098836 mail: vincassrestauri@tiscali.it

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POP VIBRATION
04/05/17 Blog

POP VIBRATION

Pop Vibrations
Collettiva d’arte contemporanea a Caltagirone

Organizzata dall’associazione “Mansourcing”, “Pop vibrations”,sarà inaugurata il 1 aprile 2017 al Palazzo Ceramico ( ex Reburdone) nella splendida cornice di Caltagirone, città siciliana conosciuta per la sua millenaria arte della ceramica.

La mostra “Pop vibrations” è una collettiva che riunisce i migliori artisti pop della nostra generazione e sarà aperta dal 1 aprile al 30 aprile 2017 con ingresso gratuito.

La collettiva è stata organizzata dall’associazione “Mansourcing” che  mira a far si che l’arte del Comprensorio del Calatino trovi un luogo dove i giovani, con il loro impegno, le loro originali potenzialità creative ed il loro entusiasmo, possono essere i veri protagonisti.

Pop Vibrations è una mostra unica del suo genere che permetterà ai suoi visitatori di compiere un viaggio artistico particolare alla scoperta delle nuove tendenze del pop grazie alle idee innovative degli artisti che parteciperanno e delle loro opere esposte.

Gli artisti che esporranno le loro opere sono:

– Angelo Barile.
– Loredana Catania.
– Easy Pop.
– Max Ferrigno.
– Luigi Giocolano.
– Hackatao.
– Alessandro Iudici.
– Domenico Pellegrino.
– Neirus.
– Nina for the dogs.
– Pao.
– Giuseppe Veneziano.
– Willow.

Con il patrocinio del Comune di Caltagirone.

In collaborazione con:

Consorzio Concreta

Galleria Giuseppe Veniero Project

Galleria L’Altro arte contemporanea.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1859318410992130/ 

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DI APOCALISSI E MECHA ROBOT
04/05/17 Blog

DI APOCALISSI E MECHA ROBOT

 DI APOCALISSI E MECHA ROBOT

 

  • Silbernagl Undergallery
    Presenta
    Di apocalissi e mecha robot art show
    Max Ferrigno
    Stefano Gentile
    Venerdì 10 febbraio 2017 ore 19-23
    Alzaia Naviglio Grande 4, Milano
    Tel. 3482202587 www.undergallery.it
    Una donna con la maschera anti gas e un’altra che osserva indifferente missili terra aria che
    partono verso una destinazione ignota, uno specchietto retrovisore che riflette una città distrutta,
    “più vicino di quanto non appaia”, quello che colpisce delle opere di Stefano Gentile é il senso di
    straniamento che esse creano, sovvertendo, senza che noi ne cogliamo immediatamente i motivi,
    le più normali regole di codificazione delle immagini. La comunicazione che ci contamina
    quotidianamente infatti, é caratterizzata da modalità definite da un secolo di iconografia stratificata.
    Ad esempio l’immagine di missili in partenza potrebbe abbinarsi ad un volto che esprima un senso
    di catastrofe imminente o ad una presenza umana, inconsapevole di quanto sta accadendo.
    Stefano Gentile invece ci presenta una ragazza in un campo di grano, che continua ad
    accarezzare le messi quasi fosse una moderna Cibele, del tutto consapevole di quello che sta
    accadendo ma del tutto indifferente. In questo modo l’artista crea un paradigma di quanto accade
    alla maggior parte delle persone, che sono perfettamente consapevoli dei drammi che accadono in
    altre parti del mondo, ma continuano la loro vita “in altre faccende affaccendate” .
    “That’s war falks” questo è guerra gente” ripete Donald Trump con la testa piena di aerei, il suo
    volto rubicondo diventa l’icona perfetta per un selfie accanto al nuovo presidente degli Stati Uniti
    così da rendere più glamour il nostro profilo Facebook; poco importa se una catastrofe mondiale
    incombe, il fungo atomico sarà riflesso nei nostri occhiali da sole e la maschera antigas diventerà
    l’ennesimo accessorio fashion pubblicizzato sulla copertina di una rivista.
    Se c’è una caratteristica tipica del mondo contemporaneo é l’incapacità di guardare sotto la
    superficie, di cogliere gli eventi al di là del loro semplice mostrarsi. Decine di frasi, pensieri,
    immagini finiscono sui social letti e condivisi in pochi secondi, raramente compresi e meditati
    veramente. Questo é il motivo per cui Stefano Gentile ci presenta un mondo sospeso, una pittura
    ad olio bloccata da una luminosità spesso fotografica, in cui trascorrono visioni di una realtà
    catastrofica normalizzata dall’assenza di pathos, la drammaticità é contenuta ma spiazzante, fa
    riflettere, ci costringe a soffermare il nostro sguardo, a cercare di capire, perché quelle immagini
    sono una superficie sotto la quale siamo obbligati a guardare.
    Immagini ironiche, ma catastrofiche di un futuro che incombe, chi potrà salvarci?
    A questa domanda risponde Max Ferrigno con i suoi Robot: moderni samurai pronti a difendere il
    mondo con coraggio e altruismo, icone di una realtà parallela, irreale, ma profondamente radicata
    nel nostro immaginario, quasi si trattasse di figure mitologiche di una nuova religione del futuro. Ho
    sempre considerato ammirevole il modo in cui, negli anni 80, la cultura giapponese ha cercato, e
    talvolta é riuscita a permeare di sé l’Occidente europeo attraverso i disegni animati. Giganteschi
    samurai con armature ricostruite alla perfezione, guidati da eroi con un senso di onore e di
    abnegazione per noi poco familiari, hanno “educato” più di una generazione a valori che
    l’Occidente postbellico sembrava aver consumato. Ai tempi l’animazione giapponese era
    considerati di bassa qualità, la cultura occidentale abituata all’animazione disneyana non né
    comprendeva il dinamismo “bloccato”, ci sono voluti decenni prima che ne venisse riconosciuto
    l’estremo valore estetico e la raffinatezza fortemente legata alla pittura giapponese tradizionale.
    Tale valore non é sfuggito a Max Ferrigno, che ricrea figure tratte dall’animazione giapponese,
    palesandone la valenza estetica loro propria, talvolta contaminandole con l’immaginario decorativo
    legato al sud Italia. Ne risultano tele dipinte con l’accuratezza di un maestro di ukiyo e, che
    attirano la nostra attenzione perché appartengono al “patrimonio favolistico contemporaneo” che
    ha permeato di sé la nostra infanzia, insegnandoci, come ogni favola che si rispetti, quei valori che ancora trovano eco nella nostra vita. Così come un giovane della Grecia antica riconosceva il mito di Eracle e ne traeva ispirazione, anche noi di fronte a Goldrake, Gundam e Gig Robot d’Acciaio, non restiamo indifferenti: il loro eroismo, anche se lontano, echeggia nella nostra memoria, e forse le tragedie dell’umanità non ci sembrano così spaventose perché in cuor nostro speriamo che quando un nemico potente ci attaccherà davvero, i nostri mitici eroi arriveranno ancora una volta con la loro forza e il loro coraggio, per salvare il mondo dalla nostra tragica indifferenza
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BUSINESS CLASS VIP PARTY
04/05/17 Blog

BUSINESS CLASS VIP PARTY

La copertina di Business Class Capital è un’opera d’arte!

In questi, che da i più vengono percepiti come tempi bui, abbiamo voluto lanciare un messaggio di Vera Luce che, senza solleticare valenze esoteriche, giunga quale auspicio e riconoscimento a quella solida e fattiva elite imprenditoriale e professionale che ci legge.
Il genio di Max Ferrigno ha sintetizzato il discorso in chiave Popsurrealista con uno spumeggiante Dom Perignon Millesimé per un brindisi di ottimismo a tutte le eccellenze che trasformando il proprio genio in realtà costituiscono la storia e le basi dell’economia e della prosperità di tre regioni Piemonte, Liguria e Valle di Aosta.

Le interviste di Ilaria Chionetti Pininfarina, le schede Schede di Roberto Monteriso e l’ampio corredo iconografico introducono ad viaggio tra realtà differenti e variegate accomunate dal medesimo denominatore, il successo, la cui ricetta è stata l’esaltazione dei valori del territorio, rispetto di antiche tradizioni, geniali intuizioni, ardimento imprenditoriale, grande umanità.
Già al solo scorrere l’indice dei nomi non mancano le emozioni, i ricordi che ci riportano a momenti gioiosi, siano essi d’infanzia o solo di ieri, a dimostrazione di quanto questi “ Geni” abbiano interagito con la nostra vita e le nostre abitudini.
Realtà che sono uscite dall’ambito regionale per affermarsi ovunque vi sia chi sa apprezzare il frutto del Made in Italy il cui mito hanno contribuito ad affermare nel mondo.
Il nostro augurio è quindi di buona lettura e SURSUM CORDA !

L’ INTERVISTA:

Max Ferrigno quest’anno compirà 40 anni. Ma non è ancora uscito dalla sua cameretta, da dove però scaturisce la sua arte. Che cresce a vista d’occhio. Nato a Casale Monferrato il 14 Novembre 1977 comincia a lavorare come decoratore subito dopo aver conseguito il diploma artistico. Ha un piccolo laboratorio artistico, dove per 13 anni, dà forma alle fantasie dei suoi sempre più numerosi clienti. Disegna trompe – l’oeil per negozi e appartamenti, fondali per le agenzie teatrali, realizza scenografie per Gardaland, Eurodisney, MiniItalia, Cow Boy Guest. E viaggia sempre moltissimo. E così prende forma la prima parte del suo percorso artistico: una lunga serie di lavori dedicati al Messico, all’Africa e al Sud America, incentrati sul “burro”, l’asino simbolo della speranza di rinnovamento del panorama sociale, culturale e storico del mondo.
Ma è nel 2005 che la sua sensibilità artistica subisce una forte scossa, talmente forte da definire tutto ciò che aveva creato fino a quel momento “passato”. Riprende a guardare i vecchi cartoni animati giapponesi, ad ascoltare le sigle tv. Improvvisamente gli echi della memoria infantile diventano la sorgente di un’esplosione di idee e di progetti.
Inizia così la fase “popsurrealista” di Max Ferrigno, dove i personaggi dei cartoni animati, le merendine ed i giochi di una generazione diventano “attori attivi” nelle sue opere in un tripudio di colori accesi, intensi e dissonanti. Un linguaggio che sembra destinato ai bambini ma che in realtà è rivolto agli adulti. Ciò che colpisce, infatti, è la forza espressiva che trapela dalle sue tele: emozioni, stadi d’animo, profumi e sapori.
Quando lo contattiamo ci risponde dal suo studio di Palermo: vogliamo farci raccontare chi è il Max Ferrigno che la critica definisce il principale protagonista del Neo Pop italiano, e che ora è finito sulla copertina del Business Class Capital 2017

Chi sei?
Sono una persona rinata nel 2005 quando ho incontrato per la prima volta le opere di Takashi Murakami alla Sandretto Re Rebaudengo di Torino per puro caso. Lì è cambiato il mio mondo, come persona e come artista. Il Max Ferrigno di oggi è figlio di quell’episodio. Ho avuto una folgorazione, e mi sono rifugiato in una immaginifica cameretta adolescenziale e non ne sono mai più uscito. Nutrendomi a pane nutella e succo Billy. Ed è lì che ho trovato la materia fertile per ispirare la mia arte.
Mentre parlo davanti a me c’è una tela con un Jeeg Antares della grandezza di due metri. Ma attenzione, questa non è una roba per bambini, in fondo mi piace anche avere una visione da curatore, e il collezionista di domani sarà un mio coetaneo. Che la mia arte la capirà al volo. Per un collezionista pop questo dal punto di vista del business è un linguaggio credibile.

Come possiamo definire la tua arte?
Arte surrealmente pop. Invece un termine che mi hanno accostato, e che mi piace moltissimo, è nippo-suggestionato. Questo tipo di arte, il neo pop, nasce alla fine degli anni ’70 in America, dove tanti cartoonisti si dilettavano nella pittura. Nelle gallerie all’inizio venivano snobbati, e nasce così il movimento della Lowbrow art, che oggi è diventato una realtà importante. In Italia c’è da una decina d’anni. A parte questo, per me dipingere questo genere di soggetti è un’esigenza, io dipingerò sempre cosa mi fa fermentare, ciò che mi rende vivo: cioè i miei ricordi.

Raccontaci l’opera offerta per la copertina
E’ nata per un group show (una Collettiva), presentata a Milano nel giugno del 2015, dove il tema era il lusso. “Money can buy my love” era il titolo, e ho decido di eleggere ad oggetto feticcio uno dei simboli che nella mia testa rappresenta il lusso, ovvero la bottiglia di Dom Perignon del 1969. Anche nella cinematografia quello champagne ha sempre avuto un ruolo importante, è stato un simbolo. Ho deciso di antropomorfizzare la bottiglia di un’annata preziosa. Dietro c’è il damascato che mi rappresenta molto, simbolo dell’eccellenza aristocratica e del lusso che c’è dietro le mie opere. Mi è piaciuto esaltarne la rappresentazione iconografica. Perfetta per questo Business Class Capital, perchè l’arte Pop in generale, e la mia in particolare, è legata al brand. Per utilizzare l’arte come strumento di comunicazione. Tra l’altro è un’opera che è stata molto apprezzata anche da Paris Hilton…

Cosa sogna Ferrigno?
Più che un sogno, una scommessa, che tanti addetti ai lavori mi sconsigliano, che è quella di sbarcare in Giappone, voglio provare a vincerla.
Il sogno-progetto invece è dipingere per il resto della mia vita, sono maniacale e pianifico tutto. Il luogo comune dell’artista disordinato che dipinge nella soffitta è una cazzata, bisogna essere imprenditori di se stessi, saper vendere il proprio prodotto.

Consigli ad un altro artista?

L’unica cosa che posso dire è di cercare di essere sempre più puri possibile e studiare per evolversi e perfezionarsi. L’arte deve sempre seguire la perfezione. La tecnica è una delle basi del mio lavoro e delle valutazioni del mio mondo, un metodo di lavoro rinascimentale, cercando un perfezionamento continuo della mia tecnica. 

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SetUp ArtFair 2017 – Stand BonelliLab – VenieroProject
04/05/17 Blog

SetUp ArtFair 2017 – Stand BonelliLab – VenieroProject

With Giuseppe Veniero

With artist Erica Calardo & Michele Guidarini

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